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Ricerca e innovazione agricola: il Piemonte rafforza l’investimento sul futuro della produzione

09/01/2026

Ricerca e innovazione agricola: il Piemonte rafforza l’investimento sul futuro della produzione

L’agricoltura piemontese si trova oggi davanti a una trasformazione che non riguarda soltanto le tecniche colturali o l’introduzione di nuovi strumenti, ma il modo stesso in cui il settore affronta complessità crescenti, dal cambiamento climatico alla pressione fitosanitaria, fino alla necessità di mantenere competitività sui mercati. In questo contesto si inserisce l’aumento delle risorse destinate alla ricerca e all’innovazione, che vedono un incremento di 2,8 milioni di euro autorizzato dalla Commissione Europea e destinato a rafforzare un impianto già rilevante.

Le nuove risorse si sommano ai 7,5 milioni precedentemente stanziati, portando la dotazione complessiva a 10,2 milioni di euro, una cifra che segna un punto di svolta per il sostegno pubblico alla sperimentazione applicata in agricoltura. Un investimento che non si limita a sostenere singole aziende, ma che punta a generare conoscenza, modelli replicabili e soluzioni condivise per l’intero sistema agroalimentare regionale.

Più progetti finanziati e maggiore capacità di impatto

Grazie all’incremento delle risorse, sarà possibile ampliare il numero di progetti finanziati nell’ambito del bando emesso a dicembre 2024. Dai 19 inizialmente coperti si passerà ad almeno 27 interventi sostenuti integralmente, con un finanziamento che copre il 100% dei costi ammissibili e un valore compreso tra i 100mila e i 400mila euro per progetto.

L’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Paolo Bongioanni ha sottolineato come questo risultato rafforzi in modo concreto l’impegno della Regione verso la ricerca e l’innovazione al servizio della produzione agricola, indicando chiaramente le priorità strategiche: recuperare ritardi nell’impiego delle nuove tecnologie, migliorare gli strumenti di contrasto a fitopatie e parassiti e accelerare la sperimentazione di varietà più resilienti agli stress ambientali.

Si tratta di un approccio che guarda al medio e lungo periodo, perché i progetti finanziati non riguardano l’acquisto di macchinari o soluzioni già presenti sul mercato, ma lo sviluppo sperimentale di innovazioni ancora da testare, sia sul piano tecnologico sia su quello organizzativo e sociale del lavoro agricolo.

I Gruppi Operativi Pei-Agri come motore dell’innovazione

A presentare i progetti sono i Gruppi Operativi Pei-Agri, previsti dalla Politica Agricola Comune e dal Complemento di sviluppo rurale, che riuniscono imprese agricole, enti di ricerca, soggetti pubblici e privati con l’obiettivo di sviluppare soluzioni concrete e trasferibili. La presenza obbligatoria di almeno un’azienda agricola all’interno di ogni gruppo garantisce che la sperimentazione avvenga in condizioni reali, direttamente in campo, evitando una distanza eccessiva tra ricerca e pratica produttiva.

Questo modello di partenariato consente di affrontare problemi specifici del territorio piemontese, valorizzando le competenze locali e creando un dialogo strutturato tra chi produce conoscenza e chi la applica quotidianamente. È in questo spazio che l’innovazione smette di essere un concetto astratto e diventa uno strumento operativo.

Il ruolo strategico della Fondazione Agrion

All’interno di questo scenario, la Fondazione Agrion sta assumendo un ruolo sempre più centrale come organismo di riferimento per la ricerca e l’innovazione in agricoltura. Il percorso di potenziamento intrapreso negli ultimi mesi mira a rafforzarne la capacità scientifica e operativa, collocandola tra gli istituti più avanzati a livello nazionale.

L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una struttura stabile, in grado di accompagnare il sistema agricolo piemontese verso una transizione fondata su conoscenza, sperimentazione e adattamento continuo. Le nuove risorse consentiranno di sostenere ulteriori progetti in questa direzione, contribuendo a rendere l’agricoltura regionale più preparata ad affrontare le sfide future, senza affidarsi a soluzioni estemporanee.

L’investimento sulla ricerca diventa così una scelta strutturale, che guarda al valore di lungo periodo e alla capacità del comparto agricolo piemontese di rinnovarsi senza perdere identità.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to