Otto Marzo, in Piemonte cresce il lavoro femminile
09/03/2026
In Piemonte il lavoro femminile mostra segnali di crescita che delineano una traiettoria positiva per l’economia regionale. I dati più recenti indicano una partecipazione sempre più solida delle donne al mercato del lavoro, risultato che emerge grazie a politiche mirate e a un sistema di strumenti pensati per rafforzare competenze, occupabilità e sostegno alla conciliazione tra vita professionale e familiare.
La Regione interpreta questa evoluzione come un elemento strategico per la competitività economica e per la qualità del tessuto produttivo. La presenza femminile nel lavoro rappresenta infatti un fattore capace di incidere sia sullo sviluppo delle imprese sia sull’equilibrio sociale del territorio.
Occupazione femminile in crescita e inattività in calo
I numeri confermano un andamento positivo. Nel terzo trimestre del 2025 il tasso di occupazione femminile nella fascia tra 15 e 64 anni ha raggiunto il 63,6%, valore superiore al 62,7% registrato nello stesso periodo del 2024 e al 58,9% del 2018. Il dato risulta nettamente più alto rispetto alla media nazionale, che si ferma al 53,6%, e supera anche la media del Nord Italia pari al 62,4%.
Anche l’occupazione dipendente evidenzia un rafforzamento significativo. Nel 2025 le trasformazioni contrattuali a tempo indeterminato hanno raggiunto quota 25.474, mentre nel 2018 erano state 16.008. Il confronto evidenzia una crescita consistente della stabilità occupazionale.
Il miglioramento riguarda anche l’inattività femminile. Il tasso è sceso al 32,4%, in diminuzione rispetto al 34,2% del 2024 e al 35,2% del 2018. Il valore resta inferiore sia alla media nazionale, pari al 42,7%, sia alla media del Nord, che si attesta al 34,8%. Anche la disoccupazione mostra un andamento contenuto, con un livello pari al 6,1%.
Secondo la vicepresidente della Regione Piemonte e assessore al Lavoro Elena Chiorino, questi risultati dimostrano come investimenti mirati e politiche coerenti possano rafforzare in modo concreto la partecipazione femminile al mercato del lavoro, contribuendo allo sviluppo economico del territorio.
Formazione, autoimprenditorialità e conciliazione vita-lavoro
Le donne risultano protagoniste anche nelle politiche attive del lavoro. All’interno del Programma GOL, su 274.682 persone che hanno sottoscritto un Patto di Servizio, 150.259 sono donne, pari al 54,7% del totale. La partecipazione femminile appare particolarmente rilevante nei percorsi formativi, soprattutto tra le under 29 e nella fascia di età tra i 40 e i 49 anni.
Un ruolo importante è svolto dalle Accademie di Filiera, che hanno formato circa 5.200 donne tra occupate e disoccupate, contribuendo a rafforzare il collegamento tra formazione e mercato del lavoro nei settori strategici dell’economia piemontese.
Sul fronte dell’autoimprenditorialità, il Programma MIP mostra una forte presenza femminile. Dal febbraio 2024 al 13 febbraio 2026 sono stati validati 681 business plan, di cui 411 presentati da donne. Tra questi risultano già costituite 243 imprese e 72 attività professionali autonome. Anche le sovvenzioni destinate alle nuove imprese registrano una significativa presenza femminile, con 48 realtà su 70 beneficiarie complessive.
Un sostegno concreto arriva anche dalle politiche dedicate alla conciliazione tra lavoro e vita familiare. Dal 2021 il programma per il prolungamento dell’orario degli asili nido ha coinvolto 429 strutture scolastiche, 3.066 bambini e 350 Comuni, con un investimento complessivo di 8 milioni di euro. Per il periodo 2026-2028 sono già stati stanziati ulteriori 3 milioni.
In questa direzione si inserisce anche il Piano A.L.Fa. – Accordo Lavoro Famiglia, che mette a disposizione 17 milioni di euro. Otto milioni sono destinati ai piani di welfare aziendale delle imprese, mentre 8,5 milioni finanziano voucher fino a 6.000 euro per favorire la permanenza e il rientro delle donne nel mercato del lavoro.
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