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Mulini storici del Piemonte: la rete Aiams tra tutela, produzioni e turismo

05/02/2026

Mulini storici del Piemonte: la rete Aiams tra tutela, produzioni e turismo

In Piemonte il mulino non è soltanto un edificio “di memoria”: è una macchina che sfrutta energia, soprattutto idrica, per trasformare materie prime e sostenere piccole economie locali. Su questa idea si è concentrata un’audizione in terza Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Claudio Sacchetto, richiesta dal consigliere Silvio Magliano (Lista Cirio). Al centro dell’incontro l’attività dell’Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici (Aiams), sezione piemontese, impegnata nel recupero e nella valorizzazione dei mulini storici attraverso visite, iniziative culturali e una rete di strutture distribuite sul territorio.

I rappresentanti dell’associazione hanno descritto un lavoro che unisce restauro, riaperture e divulgazione: l’obiettivo è evitare che questi impianti scompaiano, ma anche farli tornare a essere luoghi “utili”, capaci di produrre, raccontare e attrarre. In questa prospettiva, la visita al mulino diventa un’esperienza turistica, ma anche un’occasione per riattivare competenze artigiane e filiere locali legate alla trasformazione.

Oltre venti mulini aderenti e una mostra itinerante per raccontarli

Aiams Piemonte ha spiegato di aver costruito una rete che oggi supera i venti mulini aderenti, con una copertura che interessa aree diverse della regione. Il dato, oltre a fotografare una base organizzata, è legato a un risultato concreto: alcune strutture chiuse da anni sono state riaperte proprio grazie all’adesione e alle iniziative di valorizzazione.

Tra gli strumenti utilizzati c’è anche una mostra itinerante, pensata per “mettere in fila” i mulini della rete e raccontarne la storia, uno per uno. È un modo per collegare luoghi spesso dispersi e poco conosciuti, trasformando la somma di singole realtà in un patrimonio riconoscibile. Nel ragionamento dell’associazione, la dimensione culturale non è separata da quella produttiva: la tutela funziona meglio quando un edificio torna ad avere un ruolo, anche minimo, nella vita del territorio.

Un ulteriore elemento emerso è la nascita di ecomusei che includono al loro interno un mulino. Questo legame con gli ecomusei rafforza la cornice di tutela e di fruizione, ma apre anche un tema pratico, legato alle regole e ai finanziamenti.

Turismo e norme: la richiesta di un sostegno più ampio

Il consigliere Magliano ha chiesto come tradurre questo lavoro in chiave turistica e se sia possibile aggiornare la legislazione per sostenere l’attività. La risposta dell’associazione ha riconosciuto una valenza turistica reale, non limitata alla dimensione locale: il mulino, se visitabile e narrato bene, può entrare in percorsi culturali più ampi, soprattutto dove si intrecciano paesaggi, borghi, produzioni e cammini.

Sul piano normativo, però, è emerso un limite: esistono contributi economici legati alle attività svolte nei mulini, ma l’accesso ai sostegni non copre in modo efficace le strutture che restano fuori dal perimetro degli ecomusei. Da qui una richiesta netta: servirebbe un aiuto anche per il recupero strutturale, perché senza interventi su coperture, impianti e sicurezza, molte riaperture rischiano di rimanere progetti sulla carta.

Mulini “eclettici”: cosa si può fare dentro queste strutture

Durante il confronto, Gianna Pentenero (Pd) ha chiesto se nei mulini siano possibili altre attività oltre a quelle più note. Le risposte hanno restituito un’immagine meno stereotipata e più concreta: i mulini sono strutture tecniche, adattabili, e in molti casi storicamente erano poli di lavorazione multipla. Non solo farina e cereali, quindi, ma anche segherie, canapa, olio di noci o nocciole, fino ad attività come tessitura e lavorazioni dei metalli. Questa versatilità, se letta con un taglio contemporaneo, potrebbe tradursi in laboratori didattici, microproduzioni, esperienze per visitatori e percorsi di educazione al patrimonio, senza trasformare i mulini in “scenografie” vuote.

Il nodo del censimento: mappare per salvare

Laura Pompeo (Pd) ha portato sul tavolo una questione decisiva: esiste un censimento completo dei mulini? La risposta ha chiarito che il censimento è uno dei temi più dibattuti anche a livello nazionale. Esistono portali e pubblicazioni, ma spesso non aggiornati o non omogenei. Aiams nazionale, in questo contesto, ha riprogettato il proprio sito inserendo una sezione dedicata a una mappatura “semplice”: uno strumento che permette agli utenti di segnalare edifici, corredando le informazioni con immagini di buona qualità.

È un passaggio importante perché, per molti beni diffusi, la prima forma di tutela è sapere che esistono, dove sono e in che stato si trovano. Senza una mappa attendibile diventa difficile programmare interventi, costruire reti, creare percorsi turistici o anche solo evitare che il degrado faccia il resto.

Lavori della Commissione: consultazioni online fino al 27 febbraio 2026

Al termine delle audizioni, la Commissione ha svolto le prime determinazioni sulla proposta di legge 102, “Istituzione della giornata regionale del lavoratore autonomo”, presentata dal consigliere Sacchetto. È stato deciso di avviare consultazioni online fino al 27 febbraio 2026.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.