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Manovra da 26 milioni e rinegoziazione dei mutui regionali: il confronto in Prima Commissione

15/01/2026

Manovra da 26 milioni e rinegoziazione dei mutui regionali: il confronto in Prima Commissione

Una manovra da circa 26 milioni di euro per il 2026 e la possibilità di avviare una rinegoziazione dei mutui regionali fino a un valore teorico massimo di 165 milioni sono stati i principali temi affrontati nel corso dei lavori della Prima Commissione. La seduta, presieduta da Roberto Ravello, ha ospitato un approfondimento con l’assessore al Bilancio, Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano sulla proposta di Defr e sul Bilancio di previsione finanziario 2026-2028.

Il quadro delineato restituisce una manovra di dimensioni contenute, ma inserita in un contesto finanziario complesso, nel quale assumono rilievo sia i rapporti con il sistema bancario sia l’equilibrio dei conti sanitari. Un passaggio che anticipa le scelte politiche e tecniche che accompagneranno l’iter di approvazione del bilancio entro la fine di gennaio.

Bilancio 2026 e rinegoziazione dei mutui regionali

«La manovra di bilancio preventivo per il 2026, che dovrà essere approvata entro il 30 gennaio, ammonta a circa 26 milioni di euro», ha spiegato Tronzano in Commissione. L’assessore ha richiamato la recente apertura dello Stato alla possibilità di rinegoziare le quote capitale dei mutui regionali, sottolineando come si tratti di un’operazione che la Regione intende avviare attraverso una trattativa diretta con gli istituti bancari.

La rinegoziazione, ha precisato, non produce effetti immediati. Richiede tempi tecnici e un confronto articolato, motivo per cui gli eventuali benefici finanziari non potranno essere contabilizzati subito nel bilancio di previsione. È proprio per questo che, dopo l’approvazione del documento contabile, sarà necessaria una variazione di bilancio nella quale far confluire le risorse che emergeranno dall’operazione sui mutui.

Sanità, coperture e richieste di chiarimento

Un altro nodo centrale riguarda il comparto sanitario. Secondo quanto illustrato dall’assessore, solo dopo la rinegoziazione dei mutui e la definizione dell’eventuale sbilanciamento della sanità sarà possibile disporre di un quadro complessivo delle somme da coprire. Questo passaggio è considerato essenziale anche per consentire al Ministero dell’Economia e delle Finanze di certificare che, anche per il 2026, la sanità piemontese non presenti un disavanzo.

La copertura delle risorse necessarie, ha chiarito Tronzano, avverrà attraverso una combinazione di fondi regionali e fondo sanitario, secondo un equilibrio che dovrà essere verificato una volta completate tutte le quantificazioni.

Nel corso del dibattito sono intervenuti diversi consiglieri di opposizione, che hanno sollevato dubbi soprattutto sul tema del disavanzo sanitario, indicato in 268 milioni di euro in precedenti dichiarazioni rese dall’assessore alla Sanità in Quarta Commissione. Le minoranze hanno quindi chiesto ulteriori approfondimenti specifici, sollecitando un passaggio dedicato in Commissione Sanità per chiarire l’entità reale dello sbilanciamento e le modalità di copertura previste.

Il confronto in Prima Commissione segna così un passaggio interlocutorio ma significativo: i numeri della manovra sono definiti, mentre restano aperti alcuni snodi decisivi che incideranno sulla tenuta complessiva del bilancio regionale nel triennio 2026-2028.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to