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Bilancio 2026: taglio della seconda aliquota Irpef e nuove sostitutive per aumentare il netto in busta paga

10/02/2026

Bilancio 2026: taglio della seconda aliquota Irpef e nuove sostitutive per aumentare il netto in busta paga

La legge di bilancio 2026 (legge n. 199 del 30 dicembre 2025) interviene sul sostegno del reddito con una scelta fiscale netta: rimodulare l’Irpef per una platea ampia di contribuenti e, in parallelo, spingere su imposte sostitutive mirate che, per alcuni componenti della retribuzione, alleggeriscono il prelievo e rendono più immediato l’effetto sul cedolino, sia nel privato sia nel pubblico.

Irpef: seconda aliquota al 33% e “correzione” per i redditi molto alti

La misura di maggiore impatto generale riguarda i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro: la seconda aliquota Irpef scende dal 35% al 33% (articolo 1, commi 3 e 4, legge n. 199/2025). Resta fermo l’impianto a tre aliquote già stabilizzato dal Bilancio 2025 sulla scia del decreto 216/2023: 23% fino a 28.000 euro; aliquota intermedia, ora al 33%, tra 28.000 e 50.000 euro; 43% oltre i 50.000 euro.

Per evitare che il beneficio si amplifichi in modo marcato sui contribuenti con redditi complessivi più elevati, viene introdotto un meccanismo compensativo: sopra i 200.000 euro annui si riducono di 440 euro alcune detrazioni collegate a spese detraibili al 19% (con esclusione delle principali spese sanitarie), alle erogazioni liberali ai partiti politici e ai premi assicurativi contro eventi calamitosi, in modo da attenuare l’effetto dell’aliquota più bassa su questa fascia.

Lavoro privato: contratti, produttività e indennità “gravose” con tassazione dedicata

Con l’obiettivo di rafforzare il netto dei dipendenti e accompagnare gli adeguamenti salariali al costo della vita, i commi 7-13 dell’articolo 1 introducono un pacchetto di sostitutive che riguarda, anzitutto, gli aumenti retributivi riconosciuti nel 2026 in forza di rinnovi contrattuali sottoscritti nel 2024, 2025 e 2026. Per i lavoratori del settore privato con reddito annuo fino a 33.000 euro, tali incrementi sono assoggettati a un’imposta sostitutiva del 5%, con possibilità di rinuncia tramite dichiarazione scritta; per gli adempimenti dei sostituti d’imposta, l’Agenzia delle entrate ha istituito i codici tributo con risoluzione n. 3 del 29 gennaio 2026.

Sui premi di produttività e sulle somme erogate per partecipazione agli utili viene disegnato un regime ancora più favorevole per il 2026 e il 2027: l’imposta sostitutiva è fissata all’1% entro un tetto annuo di 5.000 euro, innalzato rispetto ai 3.000 previsti in precedenza, a condizione che il reddito da lavoro dipendente privato dell’anno precedente non abbia superato 80.000 euro; la misura mira a rendere più conveniente, per imprese e lavoratori, collegare una quota di retribuzione ai risultati, senza disperdere l’effetto economico nella progressività ordinaria.

Per il solo 2026 arriva inoltre una sostitutiva del 15% su alcune indennità collegate a condizioni di lavoro più impegnative, come notturno, festivi o turni, fino a un massimo di 1.500 euro annui, con facoltà di rinuncia. Il perimetro è circoscritto ai dipendenti privati che nel 2025 non superavano 40.000 euro di reddito, con esclusione di commercio, turismo e stabilimenti termali, destinatari di una disciplina specifica; restano fuori le somme che, pur etichettate come indennità o maggiorazioni, sostituiscono in concreto la retribuzione ordinaria. Anche qui l’Agenzia ha previsto i codici tributo con risoluzione n. 2 del 29 gennaio 2026.

Sul versante della partecipazione finanziaria, viene confermata per il 2026 l’esenzione del 50% dalle imposte sui redditi per i dividendi corrisposti ai lavoratori e derivanti da azioni attribuite in sostituzione dei premi di risultato, entro il limite di 1.500 euro annui, secondo i piani aziendali previsti dalla normativa richiamata (articolo 6, comma 1, terzo periodo, legge n. 76/2025).

Pubblico impiego: detassazione del trattamento accessorio per redditi medio-bassi

La stessa logica viene applicata al lavoro pubblico con una misura dedicata al 2026: per i dipendenti pubblici non dirigenti con reddito da lavoro dipendente non superiore a 50.000 euro, una quota del trattamento economico accessorio, incluse le indennità fisse e continuative, viene assoggettata a imposta sostitutiva del 15% fino a un massimo di 800 euro di imponibile. L’agevolazione opera automaticamente, salvo rinuncia scritta, e non riguarda forze armate e forze di polizia, già coperte da un regime specifico; per il personale del Servizio sanitario nazionale, la misura si aggiunge a quelle già esistenti. I codici tributo per i versamenti sono stati istituiti con risoluzione n. 4 del 29 gennaio 2026.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.