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118 Piemonte, nel 2025 quasi 500 mila interventi: cresce la bassa criticità

20/01/2026

118 Piemonte, nel 2025 quasi 500 mila interventi: cresce la bassa criticità
Ambulanza 118

Nel 2025 le quattro Centrali operative del 118 in Piemonte — Alessandria, Cuneo, Novara e Torino — hanno gestito quasi 500.000 interventi, un volume che resta sostanzialmente in linea con quello registrato negli ultimi tre anni (2023-2025). Il dato fotografa un sistema stabile per carico complessivo, ma con un cambiamento più sottile e operativo: la composizione delle chiamate e delle missioni tende sempre più verso richieste a bassa criticità, con conseguenze dirette sull’organizzazione dei mezzi e sul ruolo del servizio nel percorso di assistenza.

La tendenza emerge con una certa chiarezza nelle centrali diverse da Alessandria: mentre lì la gravità delle missioni è rimasta stabile, nelle altre aree si osserva una riduzione dei codici gialli e rossi e un aumento dei codici verdi, cioè interventi classificati come meno urgenti. Un’evoluzione che porta il 118 a gestire, oltre all’emergenza pura, una domanda crescente di supporto sanitario non urgente.

Numeri e codici: la fotografia delle missioni nel 2025

Nel dettaglio, le missioni totali sono state 496.168. Di queste, 131.332 hanno richiesto l’impiego di mezzi di soccorso avanzato, mentre 364.836 sono state effettuate con mezzi di base, segnale coerente con l’aumento dei casi meno gravi.

Sul piano dei codici, il quadro è altrettanto indicativo:

  • Rossi: 23.055

  • Gialli: 134.362

  • Verdi: 323.750

  • Bianchi: 18.270

La prevalenza dei verdi — e la dinamica che li accompagna — suggerisce un utilizzo del servizio sempre più legato a bisogni di assistenza immediata, ma non necessariamente emergenziale. È una pressione che non si misura soltanto con il numero complessivo degli interventi: incide sulla disponibilità dei mezzi, sul tempo operativo e sulla capacità di concentrare risorse sulle urgenze reali.

Filtro, consigli telefonici e integrazione con il territorio: la risposta del sistema

Di fronte a questo scenario, il 118 ha rafforzato strategie di contenimento delle richieste incongrue: attività di filtro, incremento di consulti e consigli telefonici, orientamento dei cittadini verso canali più appropriati, con l’obiettivo di evitare interventi non necessari e preservare reattività e qualità sulle emergenze.

L’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi interpreta i dati come conferma della solidità del sistema, sottolineando però che l’aumento delle richieste a bassa criticità richiama la necessità di un’integrazione più stretta tra emergenza, servizi territoriali e assistenza primaria. Sulla stessa linea il direttore generale di Azienda Zero, Adriano Leli, che evidenzia la sfida organizzativa: garantire risposte rapide alle vere urgenze, accompagnando al tempo stesso un uso più consapevole del servizio.

Il punto, oggi, è tutto qui: mantenere un 118 capace di rispondere bene quando ogni minuto pesa, senza trasformarlo in un sostituto strutturale di ciò che dovrebbe intercettare e gestire la domanda sanitaria prima che diventi chiamata d’emergenza.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.